Un pacchetto di misure urgenti che va dall’istituzione di un Fondo triennale ‘Curacultura’ di almeno 100 milioni di euro all’anno da destinare ai Comuni per la rinascita culturale, all’ampliamento dei fondi destinati alla promozione della lettura, alle biblioteche e per il sistema museale nazionale. Nel medio periodo si sollecita l’adozione di una strategia di sostegno del settore culturale e creativo nelle città e di valorizzazione degli immobili pubblici inutilizzati o sottoutilizzati. Sono questi alcuni dei punti inseriti all’interno del documento programmatico redatto dall’Anci e inviato al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini accompagnato da una lettera firmata dal presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il delegato alla Cultura e sindaco di Mantova, Mattia Palazzi.

INTERVENTI URGENTI
Più fondi per lettura, biblioteche e Sistema museale nazionale
Aumentare “a 10 mln di euro annui le dotazioni finanziarie per il Fondo per l’attuazione del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura” e definire “un Piano Nazionale per il potenzialmente del sistema delle biblioteche di pubblica lettura”. Per quanto riguarda il Sistema Museale Nazionale, Anci ritiene “necessaria l’istituzione di un Fondo a sostegno dei Musei non statali, con attenzione particolare a quelli di rilevanza locale, secondo modalità da stabilire in coordinamento fra Mibact, Regioni e Comuni”. Lo chiede il documento programmatico per la ripartenza del settore culturale inviato dall’Anci al Mibact e che AgCult ha potuto visionare.

L’Anci condivide inoltre “pienamente le molte criticità segnalate da Icom e dalle principali associazioni museali sul decreto di riparto del Fondo per il funzionamento dei piccoli musei per l’anno 2020. Il provvedimento, che nella sua stesura non ha avuto nessun momento di confronto con Anci e con le Regioni, sembra infatti creare una sorta di “canale definitorio” e procedimentale per i piccoli musei che appare in notevole contraddizione con quello che si sta definendo nel Sistema Museale Nazionale e peraltro prevede l’attivazione di un nuovo “Osservatorio Piccoli Musei” in cui non sono rappresentate né le regioni e gli enti locali né le principali associazioni museali”.

Rafforzare risorse cultura e turismo in Recovery Fund
Nelle bozze attualmente consultabili le risorse destinate a Cultura-Turismo del Recovery Fund è stabilita in 3.1 mld di euro. “Tale stanziamento è largamente insufficiente e ne chiediamo un significativo incremento. Gli investimenti dovranno essere accompagnati da un Piano strategico in grado di ridisegnare il settore culturale nei prossimi dieci anni tenendo conto delle priorità indicate dalla Next Generation EU.

Anci “deve poter concorrere alla definizione degli obiettivi e delle azioni conseguenti. Una scelta indispensabile per assicurare un quadro coerente che metta in valore le stesse misure adottate in fase emergenziale dal Governo”.

Istituire Fondo per i Comuni “CuraCultura”
Per salvaguardare il ruolo economico e sociale che la cultura svolge nelle Città, con particolare attenzione ai territori più disagiati, prevedere “l’istituzione di un Fondo speciale di almeno 100 mln di euro all’anno da destinare ai Comuni su base triennale per la rinascita culturale”.

Tale Fondo dovrà servire – in maniera complementare alle misure dirette attivate dal Governo – a sostenere la ripartenza dei luoghi della cultura a titolarità civica (musei, biblioteche ecc) e i centri culturali attivi sui territori e a rilanciare la domanda culturale nelle Città. Di vitale importanza è inoltre assicurare una continuità alle attività svolte da associazioni culturali che collaborano stabilmente con i luoghi della cultura.

Ampliare l’Art Bonus
“Ampliare l’ambito di applicazione dell’Art Bonus, estendendolo anche al sostegno di attività, manifestazioni e progetti di produzione e diffusione culturale, in particolare quelle di rilevanza locale e comunitaria”.

Per incrementarne e diffonderne l’uso, l’Anci chiede che il MIBACT si faccia “promotore di una campagna di promozione rivolta ai potenziali donatori e di formazione degli operatori delle istituzioni pubbliche che avrebbero la possibilità di usarlo per campagne di raccolta fondi a favore della cultura, con particolare riferimento alle regioni dove lo strumento è ancora poco utilizzato”.

Proroga occupazione suolo pubblico
Prorogare per l’ulteriore periodo dell’emergenza la possibilità per i Comuni di concedere l’estensione temporanea della occupazione di suolo pubblico per gli esercizi commerciali in deroga al preventivo nulla osta delle Soprintendenze.

Completare riforma Spettacolo dal Vivo
Portare “al più presto in discussione i decreti attuativi del Codice dello Spettacolo, prevedendo: l’allargamento del sostegno statale anche agli ambiti meno ‘tradizionali’; specifici incentivi all’innovazione, alla multidisciplinarietà e alle produzioni giovanili; l’attivazione di strumenti che consentano di ampliare la partecipazione dei cittadini alle attività di spettacolo, con particolare attenzione alle aree ‘deboli’ e lontane dai grandi centri urbani”.

Rafforzare fondo musei non statali
“Occorre rafforzare il fondo per il ristoro dei Musei non statali già istituito dal Mibact per questo nuovo periodo di chiusura, prevedendo che i Comuni, per i Musei di loro competenza, possano autocertificare i mancati introiti dalla bigliettazione anche a prescindere dal modello di gestione adottato”. “Al momento della riapertura, andrà inoltre previsto un ristoro di breve-medio anche per la diminuzione dei visitatori a causa degli effetti della pandemia sul turismo culturale”.

Raprire i musei civici il prima possibile
“Compatibilmente con le misure di contenimento della pandemia, iniziare al più presto a riaprire i Musei civici, luoghi per eccellenza della più nobile memoria culturale delle nostre comunità, che hanno già dimostrato nei mesi successivi alla prima ondata pandemica di poter gestire in sicurezza flussi di visitatori eventualmente contingentati”.

“Le riaperture potranno avvenire anche in maniera graduale, dando priorità alle strutture che abbiano determinati requisiti, come ad esempio: – numero di visitatori al di sotto di una certa soglia; – spazio a disposizione per visitatore sopra ad una certa soglia; – predisposizione di un piano di comunicazione che indichi le procedure seguite per garantire la sicurezza sanitaria dei lavoratori e dei visitatori. Sarebbe importante anche prevedere degli interventi che incentivino la frequentazione dei luoghi della Cultura (come ad esempio sgravi fiscali per l’acquisto di carte di fidelizzazione e abbonamenti)”.

Tavolo Mibact-Comuni per riaperture
“Insediare già in gennaio 2021 un tavolo Mibact-Anci per la riapertura delle istituzioni culturali dei Comuni, in cui, nel rispetto delle prescrizioni sanitarie, si possa definire un Piano per la riapertura”. “Le istituzioni culturali dei Comuni hanno bisogno di programmare con ampio anticipo le loro attività (in particolare le mostre temporanee dei Musei, gli allestimenti più rilevanti dei teatri lirici e di prosa ecc). È quindi indispensabile che, passato il momento più critico della pandemia, il piano delle riaperture di queste istituzioni sia indicato con il dovuto anticipo”.

INTERVENTI A MEDIO TERMINE
Anci ha indicato nel documento programmatico anche interventi a medio termine.

Incentivare uso immobili pubblici comunali
Innanzitutto, occorre incentivare l’uso degli immobili pubblici comunali per attività culturali e sociali. In particolare, nella sezione che riguarda le misure a medio termine, Anci sottolinea la necessità “di attivare una serie di azioni che favoriscano l’accesso all’uso degli immobili del patrimonio pubblico prevedendo adeguamenti dei regolamenti comunali o una norma che permetta di andare in deroga ai regolamenti vigenti per ottenere procedure semplificate di assegnazione”.

Serve un piano strategico per imprese culturali e creative
Definire un Piano strategico per lo sviluppo del settore culturale e creativo, a partire dall’approvazione urgente delle misure riguardanti i Comuni inserite nel disegno di Legge recante Misure per lo sviluppo del turismo e per le imprese culturali e creative; delega al governo in materia di spettacolo – Collegato alla Legge di Bilancio 2020.

In particolare, nella sezione che riguarda le misure a medio termine, Anci sottolinea la necessità di “costruire proposte organiche ai fini del Recovery Plan. “Estendere la misura sui ‘Quartieri degli artisti’ ai Comuni con popolazione pari o superiore a 50.000 abitanti, alle Unioni dei Comuni di cui all’art. 32 del TUEL che raggiungono in forma associata 50.000 abitanti e ai Comuni capoluogo di Provincia. Richiamare espressamente le Zone Franche Urbane disponendone l’estensione in questo caso dai previsti 100.000 mq a 250.000 mq, dimensione più coerente con molte esperienze di rigenerazione in area urbane attivate da Comuni capoluogo”.

Fonte: https://agcult.it/a/29805/2020-12-24/dalle-imprese-culturali-all-art-bonus-ecco-le-proposte-anci-per-la-ripartenza-del-settore